HotelSikania - Grotta Mangiapane

La grotta Mangiapane, un borgo siciliano del paleolitico, scavato nella roccia

Nella contrada Scurati di Custunaci, piccolo centro della Sicilia trapanese, si cela tra le rocce la grotta Mangiapane.

Qui, come se il tempo si fosse fermato alla fine dell’Ottocento, rimangono i resti di un borgo storico.

Alle pendici del monte Cofano, all’interno della Riserva Naturale dove le grotte non sono una rarità, si apre su uno strapiombo calcareo la cavità della grotta Mangiapane, lasciando spazio alla meraviglia dei turisti che qui si trovano catapultati all’indietro nel tempo.

La grotta Mangiapane: le origini preistoriche

La grotta Mangiapane fa parte di un antico gruppo di grotte, situate all’interno della Riserva Naturale del Monte Cofano, conosciute come Grotte di Scurati.

Questa grotta è la più grande e più importante del gruppo: si tratta, infatti, di una insenatura naturale all’interno della montagna alta circa settanta metri e con una profondità di ben cinquanta.

Le altre grotte sono:

  • grotta Buffa;
  • grotta del Crocifisso;
  • grotta Rumena;
  • grotta di Miceli;
  • grotta di Cufuni,
  • grotta della clava;
  • grotta Maria Santissima
  • Abisso del Purgatorio.

La formazione di queste grotte avvenne in periodo preistorico e già a fine Ottocento gli archeologici ne avevano capito l’importanza.

È ormai dimostrato che già nel Paleolitico queste grotte erano abitate: a partire dal 1925 ci furono studi che documentarono sulle pareti della grotta un’ampia attività litica, risalente appunto al Paleolitico superiore. Qui venivano rappresentati animali tipici del periodo: l’asino europeo (equus hydruntinus), specie diffusa nel nostro continente nel medio e tardo Pleistocene e ora estinta, ma anche animali attualmente esistenti come cinghiali, volpe, cervo.

Qui, in un’epoca più recente, probabilmente a partire dal XIX secolo, vennero poi costruite piccole case, adibite a dimora da pescatori, contadini, etc., ma anche usati come ricoveri per gli animali e come magazzini.

Probabilmente gli stessi motivi che avevano indotto gli uomini preistorici a trovare collocazione stabile tra queste rocce, spinsero gli abitanti della zona a stabilirsi nello stesso sito costruendo le loro dimore.

Come si presenta la Grotta di Mangiapane

Per chi arriva dal borgo di Scurati, la grotta di Mangiapane si presenta come una grande apertura sullo strapiombo calcareo: la sua larghezza di circa 50 metri consente di contenere due file di case contadine, separate da una strada interna.

Attorno ad esse si possono vedere delle altre case che formano una specie di reticolato. Sebbene sia un insediamento preistorico, la vita in questo borgo proseguì fino agli anni Cinquanta del secolo scorso. Secondo gli esperti in questo borgo racchiuso dentro la roccia dalla fine dell’Ottocento si stabilì un’unica famiglia, quella dei Mangiapane, da cui prese il nome la grotta. Furono loro a costruire le abitazioni che ancora oggi si possono osservare.

Si trattava di agricoltori e pescatori e qui diedero vita a un vero e proprio villaggio. Il funzionamento di questo piccolo ecosistema era proprio garantito dalla struttura sociale, che si rendeva autonoma grazie alla collaborazione tra i vari membri del gruppo.

Oltre alla pesca e alle piccole coltivazioni, qui venivano allevati gli animali e la famiglia Mangiapane era nota per la produzione di ricotta.

Le botteghe qui si susseguono l’una dopo l’altra con una ricostruzione storica dell’arredamento e delle attrezzature utilizzate: si tratta, infatti, di una riproduzione fedele utilizzata per il presepe vivente che viene rappresentato in questo luogo nelle festività natalizie e in estate per il museo vivente dei mestieri. 

Nella parte più interna della grotta Mangiapane, dove la profondità si fa sempre più evidente e si ha la sensazione di trovarsi schiacciati dalla roccia, un tempo sorgeva la cappella. Ora questo luogo è stato scelto per posizionare la natività del Presepe vivente. Una scelta particolarmente azzeccata e suggestiva: per chi visita questo luogo durante le vacanze così come per chi assiste al Presepe vivente si tratta di un punto centrale che richiama perfettamente la grotta della natività e suscita emozioni, vista la particolare collocazione. Proprio qui si trovano i graffiti del Paleolitico con le scene di animali.

Saperi e tradizioni nella bellezza della natura

La natura, così stupefacente in questo meraviglioso tratto del trapanese, all’interno delle spaccature presenti nella montagna offre una vegetazione tipicamente mediterranea, che con piante come i fichi d’india, i carrubi e gli olivi protegge le casupole dal freddo l’inverno e dalla calura estiva. 

E qui rimane custodito il patrimonio storico di questo territorio: una ricchezza di valori simbolici che si sposta a quelli degli antichi mestieri che qui si praticavano.

La sensazione, per chi visita questi luoghi, è di rivivere l’attività e la vita di un tempo come se vi si svolgesse ancora oggi: non per nulla è stata coinvolta anche l’Università di Palermo per proporre una ricostruzione storica fedele e autentica.

La suggestione è talmente forte che parrebbe di sentire le voci, i profumi e i rumori: scene di vita che riportano alla memoria antichi mestieri che ormai fanno parte soltanto più del passato. 

Luoghi meravigliosi, che restano nella memoria e rendono le vacanze in queste zone un dono prezioso e irrinunciabile.

 

GROTTA MANGIAPANE - PHOTO ALBERTO BARBERA

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